Il Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli è il simbolo più riconoscibile della città: un arco (anzi, due arcate asimmetriche) in pietra che scavalca la spettacolare gola del fiume Natisone, poggiando confirmemente su un grande macigno naturale al centro del letto del fiume.
Dalle origini medievali alla costruzione in pietra
Per secoli, il passaggio tra le due sponde fu garantito da un ponte in legno, spesso danneggiato dalle piene. Proprio per questo il Comune decise di realizzare una struttura più stabile: nel 1441 venne stipulato il contratto per il nuovo ponte e dal 1442 iniziarono i lavori della costruzione in pietra, un cantiere complesso che proseguì a lungo nel tempo.
La Grande Guerra e la ricostruzione
Un capitolo decisivo della storia del Ponte del Diavolo arriva con la Prima guerra mondiale: il ponte fu fatto saltare il 27 ottobre 1917, durante la ritirata seguita a Caporetto. Pochi mesi dopo venne ricostruito e inaugurato il 18 maggio 1918, mantenendo l’aspetto tradizionale che ancora oggi vediamo nelle foto e nelle passeggiate sul ponte.
Perché si chiama “Ponte del Diavolo”
Il nome nasce da una leggenda popolare: i cividalesi avrebbero chiesto aiuto al Diavolo per completare l’opera, promettendogli l’anima della prima creatura che l’avesse attraversata. Per beffarlo, però, fecero passare un animale, salvando gli abitanti e consegnando al mito la sua fama eterna.
